Unione Vegetariana Europea

scritto/traduzione di : Sara Mostaccio

Messaggi di supporto agli EVU Talks 2007

Dall’Africa

“L’Africa Network for Animal Welfare lavora con le comunità promuovendo il vegetarianesimo e un trattamento umano per tutti gli animali. Lodiamo l’iniziativa degli EVU talks 2007 perché è un’iniziativa
importante.

La Bibbia si oppone al disumano trattamento degli animali nel libro dei Proverbi 10:24 che dice: “l’uomo giusto si preoccupa dei bisogni dei suoi animali ma anche gli atti più gentili dei malvagi sono crudeli”.

Josphat Ngonyo (Kenya)
Direttore
Africa Network for Animal Welfare (ANAW), Segretariato del Kenya Coalition for Wildlife Conservation and Management (Coalizione per la conservazione e la gestione della flora e della fauna selvatica in
Kenya); una coalizione di 21 ONG che si oppongono allo sfruttamento indiscriminato della natura.

Dall’Asia

“Il mondo non è fatto di oggetti materiali, ma dalle nostre menti.
Quando scegli la compassione e diventi vegetariano, non devi solo
evitare gli sprechi e preservare le risorse naturali, ma anche
accrescere il flusso di karma positivo tra gli amici e in famiglia, e
ciò contribuirà a rischiarare le coscienze.”

Patric (Taiwan)
VegTomato
http://www.vegtomato.org/
Information@vegtomato.org

 

Dall’Europa

Se in alcuni periodi storici le popolazioni erano dipendenti dal cibo animale per evitare la fame, oggi non è più necessario. Siamo in grado di produrre cibo vegetariano a sufficienza per nutrire le popolazioni di tutto il mondo.

Uccidere e torturare gli animali è segno di scarsa consapevolezza. Va di pari passo con i modelli di prevaricazione, egoismo e avidità che governano il mondo. È per questa ragione che ci sono, nel mondo, così tanti essere umani che soffrono e così tante persone che patiscono la fame e ne muoiono.

Una società più equa basata su una maggiore consapevolezza potrebbe assicurare cibo sufficiente per tutti, senza uccidere e mangiare gli animali. È chiaro che gli animali hanno sentimenti e possono essere
felici o soffrire. Ma le persone che li torturano ed uccidono non hanno né sentimenti né coscienza. E chi mangia animali morti ne condivide la responsabilità.

Prevedo che in un futuro non troppo lontano le persone si nutriranno esclusivamente di cibo vegetariano. Mangiare gli animali sarà inimmaginabile quanto lo è, oggi, il cannibalismo. E ci sarà armonia e pace nel mondo.

Dr. Janex Drnovšek, Presidente della Repubblica Slovena

Dagli USA

La consapevolezza è condizione indispensabile per affrontare la sfida della fame nel mondo. Nel ricco Occidente è facile, e spesso allettante, scacciare i pensieri sulle persone che soffrono la fame, la
malnutrizione, le evitabili malattie e la morte in regioni remote del pianeta. Affrontare la fame è difficile e richiede ingegno e impegno, perché molti fattori contribuiscono al problema, incluso le provviste
alimentari mondiali, le dinamiche demografiche e i conflitti politici. Sarà difficile trovare strategie efficaci per far fronte alla fame nel mondo se non ci dedichiamo al problema con attenzione e preoccupazione.

Chi mangia animali, in generale, contribuisce al problema della fame nel mondo, perché i prodotti animali non sono la strada più efficace per nutrirsi. Tuttavia, diventare vegetariani non risolve certo il problema, ma può aiutare. E, cosa importante, i principi della dieta rendono i vegetariani più simpatici a chi ha difficoltà a procurarsi il cibo, molta meno carne e altri prodotti animali.

Da questo punto di vista, il vegetarianesimo costituisce un approccio pratico alla fame nel mondo e allo stesso tempo una risposta spirituale.

Stephen Kaufman, M.D. (USA)
Presidente Christian Vegetarian Association
www.christianveg.com

Sulla base dei valori e della storia degli Ebrei, dobbiamo identificarci con le masse affamate. Dobbiamo interessarcene parlandone apertamente e agendo. Alcuni dei modi tradizionali che gli Ebrei
adottano per aiutare le persone bisognose consistono nel perseguire la  giustizia, praticare la carità, mostrare compassione, condividere le risorse e rendere più semplice lo stile di vita.

Per aiutare i poveri e gli affamati, l’Ebraismo pone grande attenzione all’atto della carità. La parola ebraica per carità (tzedakah) significa letteralmente giustizia. Nella tradizione ebraica, tzedakah
non è un atto di condiscendenza da parte di una persona verso un’altra bisognosa. È l’adempimento di un mitzvah, un comandamento, nei confronti un compagno essere umano, che ha lo stesso status davanti a
Dio. Anche se la tradizione ebraica riconosce che la condivisione delle nostre risorse è anche un atto d’amore – come stabilisce la Torah, “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Lev. 19:18), si sottolinea che questo atto di condivisione è un atto di giustizia. Ciò per insegnarci che le persone bisognose hanno diritto al nostro amore e alla nostra preoccupazione. Sono anch’essi esseri umani creati a immagine di Dio;
hanno anch’essi un posto e uno scopo nella creazione divina.

Nella tradizione ebraica, non fare la carità equivale all’idolatria. Forse perché la persona egoista dimentica l’Uno che ci ha creati tutti, e preoccupandosi dei bisogni materiali personali rende se stesso un idolo. È così importante la carità presso gli Ebrei che Maimonides ha detto: “Non ho mai visto o sentito di una comunità ebraica che non avesse un fondo per la carità.”

Strettamente connessa ai valori ebraici di giustizia e carità è l’importanza che le tradizioni ebraiche attribuiscono alla compassione. Dobbiamo provare preoccupazione e compassione non solo per gli altri
Ebrei, ma per chiunque sia in stato di bisogno.

Il vegetarianesimo si avvicina a questo concetto ebraico di condivisione. Come ha dichiarato Jay Dinshah, ex presidente della North American Vegetarian Society: “Dopo tutto, il vegetarianesimo è, più di ogni altra cosa, la vera essenza e la vera espressione della condivisione altruistica, condivisione dell’Unica Vita, condivisione delle risorse naturali della Terra, condivisione di amore, gentilezza, compassione e bellezza di questa vita.” Recentemente è stato creato un nuovo gruppo ebraico, Mazon, per aiutare gli Ebrei a condividere gli eventi gioiosi con le persone affamate. Si raccomanda alla gente di contribuire col 3% delle spese per matrimoni, bar mitzvahs e altre celebrazioni al gruppo che convoglia il denaro ad organizzazioni che lavorano per ridurre la fame.

Richard H. Schwartz, Ph.D. (USA)
Professore Emerito, College of Staten Island
Autore di "Judaism and Vegetarianism," "Judaism and Global Survival," e "Mathematics and Global Survival," e di oltre 130 articoli su JewishVeg.com/schwartz Presidente della Jewish Vegetarians of North America (JVNA) e della Society of Ethical and Religious Vegetarians (SERV) Telefono: 718-761-5876 FAX: 718-982-3631 rschw12345@aol.com


Messaggio da Sua Santità Mahamandaleshwar
Paramhans Swami Maheshwarananda agli EVU Talks 2007 di Vienna

Siate benedetti, cari partecipanti e delegati di diversi parti del mondo, riuniti qui a Vienna per amore della cura e della protezione dei nostri fratelli su questo pianeta, che amiamo e senza i quali non si potrebbe immaginare l’esistenza degli esseri umani.

Noi umani siamo nati per essere protettori e non distruttori, quindi il nostro primo dovere è proteggere tutte le creature, amarle, nutrirle e non mangiarle.

Avete tutti una coscienza divina e la divina benedizione di Dio che avete sviluppato come sentimenti e amore nel vostro cuore. Ammiro e rispetto ciascuno di voi.

Lasciate che tutte le creature vivano felici e libere su questo pianeta.

Sfortunatamente a causa dei miei impegni precedenti non potrò essere qui con voi, e vi faccio i miei migliori auguri per il successo di questo congresso.

Lavoriamo insieme e ispiriamo e apriamo i cuori di milioni di persone verso la protezione e l’amore per il mondo animale.

Benedizioni,
vostro Mahamandaleshwar Paramhans Swami Maheshwarananda
http://www.yogaindailylife.org


Gli EVU Talks 2007 si sono svolti a Vienna dal 27 Aprile all’1 Maggio
2007 sul tema “La risposta vegana alla fame nel mondo”.

 


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